Quando prendi la novantuno.

Quando sali sulla novantuno, puoi assistere a qualsiasi spettacolo.
Dal bambino tredicenne che torna da scuola che attacca bottone con te parlando del vetro dell’i.phone, tutto cicciobombolo teneroso che però tenta di fare il grande e ti saluta dicendoti “magari ci rincontriamo sullo stesso autobus!”, alla tipica nonnina milanese. Su di lei vorrei soffermarmi un attimo per la  descrizione.
Occhiale da sole rosso fuoco, bastone,capello bianco perfettamente in piega cotonata, come da manuale e, la cosa più bella e allo stesso momento singolare, alle mani indossava guanti monouso, per capirci quelli con cui prendi la verdura allìEsselunga. Tra le sue lamentele, urlate in un perfetto show per un intero quarto d’ora di viaggio, narrava degli innumerevoli batteri che aleggiano sulle sbarre di ferro dei tram. Da qui i suoi guantini usa e getta, che indossa giornalmente ad ogni corsa. Ogni volta che salgo su un mezzo pubblico c’è sempre una storia diversa da seguire, un racconto da archiviare e perchè no, qualcosa da imparare.
Mi piace immaginare la vita di ogni persona che incrocio in quei cinque minuti di viaggio.
Del resto, ogni nonnina ha sempre un paio di stivali vintage che vorresti avere tu!

Oggi è stata una giornata da sorriso  sul cuscino. Mi piace dormire con il rumore della pioggia che si mescola perfettamente con le note di questa canzone di Ella Fitzgerald. Bonne nuit.

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