Tim Burton i love you!

Vincent è un corto di quel gran genio di Tim Burton, scritto e diretto dal regista interamente in stop motion. Questo capolavoro di Burton nasce da una poesia scritta dal regista stesso. In perfetto stile macabro/fantastico, ancora una volta riesce a catturare tutta la mia attenzione, che dire, non avevo dubbi! Buona visione a tutti!

Vincent Malloy è un bravo bambino
Ha sette anni ed è assai per benino.
Per la sua età ha virtù assai rare,
Ma a Vincent Price vuol somigliare.
Ha un gatto un cane ed una sorella
Ma vuole soltanto una vita più bella.
In orridi antri per meglio sognare
Con rettili e topi vorrebbe abitare.
Con loro vivrebbe incredibili orrori
Sentendosi preda di ghiacci sudori.
Vagare vorrebbe in tenebra oscura
Sfidando pericoli senza paura.
Con larghi sorrisi accoglie la zia
Né mai vorrebbe lasciarla andar via.
Immagina infatti con grande piacere
Di farne una statua per il museo delle cere.
Sevizia ogni giorno il suo cane Abercrombie
Sperando di trarne un orribile zombie
Col quale poter nella nebbia vagare
Per fare poi strage di vittime ignare.
Non vuole soltanto incuter paura
Adora egualmente lettura e pittura.
Pinocchi e fatine non legge però
Lui adora soltanto i racconti di Poe.
Una notte leggendo alla fievole luce
Fece un sobbalzo a una storia sì truce:
La giovane moglie che tanto adorava
Giaceva ancor viva nella sua bara!
Con impeto folle si mise a scavare,
Quell’orrido dubbio voleva fugare.
Ma ciò che scavava scoprì che in realtà
Era solo l’aiuola che amava mammà.
In camera chiuso si ritrovò
Ed esser recluso si immaginò.
Il solo conforto in tanto dolore
Era il ritratto del grande suo amore.
Mentre languiva angosciato e disfatto
La madre arrivò e lo colse sul fatto.
Disse: “Se vuoi puoi andare a giocare
Fuori c’è il sole ti devi svagare!”
Tentò di parlare ma gli mancò il fiato,
La triste prigione lo aveva fiaccato.
Scrisse: “son vittima di una magia,
Da questa torre non potrò mai andar via”.
La madre rispose: “ma che prigioniero
via dalla testa questo sciocco pensiero!
Non sei Vincent Price, sei Vincent Malloy
dovrai pur comprenderlo, no, prima o poi!
Non sei né pazzo né tormentato,
La vita non ti ha ancora neanche sfiorato.
Sei solo un bambino di sette anni
Va a divertirti e abbandona gli affanni!”
La mamma calmata la stanza lasciò
E Vincent distrutto al mur si appoggiò.
Fu allora che tutto si mise a tremare
E dalla pazzia si lasciò trasportare.
Udì Abercrombie il suo cane latrare
Sentì sua moglie dalla tomba chiamare.
Orrende cose la donna chiedeva
E con mani scheletriche si protendeva.
L’orrore suo esplose in risata assordante
Che in breve divenne un urlo agghiacciante.
In preda a follie alla porta arrivò
Ma lì senza vita al suol si accasciò.
Con flebile voce il ragazzo citò
Le parole del corvo di Edgar Allan Poe:
“L’anima mia da quell’ombra laggiù
Non si solleverà mai più
Mai più
Mai più”.

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