Sogno fluttuante…

Questa volta “parlo di me”,nel senso di qualcosa che ho “creato” io.Forse è arrivato adesso il momento perchè mai come ora mi sto così guardando dentro.Oggi stavo riguardando “Dollsfilm di Takeshi Kitano creativo regista giapponese che tempo fa mi ha ispirata a disegnare e realizzare questi abiti.Nel film,la realizzazione dei costumi è lasciata nelle mani di un altro grande artista giapponese Yohji Yamamoto,gli abiti dello stilista si confondono e si sciolgono dentro all’ambiente di questo bellissimo capolavoro,che narra tra le sue storie,quella dell’amore tra Sawako,che perde la ragione e Matsumoto che abbandona la propria condizione sociale per seguire la sua amata lungo il percorso della sua follia.Il tutto tra un’ambientazione fantastica,quasi onirica,tra fiori di ciliegio che cadono come pioggia.Vale la pena di vedere questo film anche per la fantastica e surreale fotografia.

“Il freddo è acuminato
Bacio un fiore di prugno
In sogno”
 
(Sôseki)

 

Tre versi e diciassette sillabe racchiudono il candore dell’Haiku.

Tre storie che compongono un film fatto di Haiku.


Attraverso la scelta dei tessuti,delle forme e dei colori ho cercato di riprodurre abiti che riconducessero a tutto questo,al sogno,alla follia,alla ricerca instancabile dell’amore,che tanto è narrata proprio nel film di Kitano.E che forse tanto inseguo io adesso.

Il mondo dell’ukiyoe e dei  suoi protagonisti, mondo che con le sue note esili ma di fascino indiscutibile mi ha ispirata a creare degli abiti che fossero omaggio, in chiave moderna, di quella propulsione alla ricerca della bellezza trasognante che dalle rive di Edo nel settecento ha influenzato, e influenza tutt’ oggi l’occidente.

Vorrei che i miei abiti fossero come moderne cortigiane, esili e dai colori che invitano caldamente all’abbraccio, leggeri, pronti a prendere le forme del vento che li sfiora, delicatamente ammiccanti e deliziosamente abili nel sedurre, tessuti dal fascino femminile stesso, resi unici dalla contaminazione delle forme e dei colori, ma destinati, come gli amori di Edo, a fluire e svanire nel tempo rubato ad un sogno.”(dalla mia tesi di laurea “Edo,sogno fluttuante”).

Come in ogni mio articolo,anche a questo lego una canzone,che mi rimanda ad un pensiero.In questo caso sto ascoltando “Lanterne rosse” di Vinicio Capossela.

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